Pikkart scommette sui contenuti ibridi.

Soluzioni e app in realtà aumentata

Pikkart scommette sui contenuti ibridi.

La startup di Modena è stata tra le prime in Italia a sviluppare un framework AR proprietario. Attiva soprattutto nell’ambito ludico-divulgativo, sta puntando anche sull’industria 4.0 e sull’anticontraffazione. Il key account manager, Luigi Clivati: «Siamo pronti al boom del settore»

Reinventare la realtà arricchendola di contenuti, tramite soluzioni tecnologiche all’avanguardia in grado di connettere il mondo reale a quello digitale. È questo il motto nonché l’obiettivo che da oltre tre anni guida la strategia di Pikkart, startup di Modena specializzata in sistemi di realtà aumentata (AR). L’azienda guidata da Lorenzo Canali, ceo e co-founder, è nata nel 2014 come spin-off di Progetti d’Impresa (azienda attiva dal 1998 nel mondo delle attività web) e in poco tempo è riuscita a ritagliarsi un posto tra le società più innovative del settore.

L’azienda emiliana è stata tra le prime a sviluppare in Italia un framework proprietario per la realtà aumentata e oggi è attiva anche nella realizzazione di app. Il successo che la startup sta raccogliendo, soprattutto negli ultimi mesi, è in gran parte frutto dei due anni e oltre passati dal team a sviluppare codici e algoritmi necessari per una soluzione pronta all’uso. Un’intensa attività sugellata da un momento di notorietà quasi inaspettato, come racconta a PaeseDigitale il key account manager di Pikkart, Luigi Clivati: «Se dovessi indicare il momento del nostro debutto vero e proprio citerei la partecipazione alla tappa cinese dell’Augmented World Exposition, dove abbiamo portato il nostro Sdk (software development kit, ndr) e dove eravamo tra i pochissimi occidentali. Appena abbiamo finito la nostra presentazione – ricorda Clivati – ci siamo ritrovati intorno moltissimi sviluppatori, di ogni esperienza e provenienza geografica, pronti all’acquisto con tanto di soldi in mano. Abbiamo dovuto organizzare la vendita in pochi secondi. Eravamo convinti della bontà del progetto ma non avevamo calcolato questa evenienza».

Oggi Pikkart conta su una quindicina di collaboratori, con esperienze diverse e competenze, e serve importanti clienti come Generali, il Gruppo Ferretti, Cariplo Factory e la Regione Lombardia. Non c’è un focus settoriale, anche se il mondo ludico-divulgativo (pubblicità, eventi e marketing) è quello che per ora si è mosso maggiormente sul fronte AR. Presto potrebbe però fare spazio a quello industriale, soprattutto in vista della piena diffusione del paradigma legato all’industry 4.0. «Stiamo puntando molto sulle tecnologie anticontraffazione e il sistema Pikkart AR Logo è solo il primo risultato del nostro impegno – spiega Clivati – L’obiettivo è unire la realtà aumentata e la steganografia, cioè la tecnica con cui si può nascondere la comunicazione tra due soggetti. Nel nostro caso stiamo sviluppando una soluzione che rende alcune informazioni rilevabili solo ed esclusivamente dall’occhio elettronico e che potrebbe rappresentare il superamento della tecnologia Rfid».

Lo sviluppo dei progetti firmati da Pikkart ha sedotto anche Ibm che, oltre ad essere un cliente della startup, dal 2017 è anche un partner di sviluppo tecnologico. L’asse con il colosso americano rientra nell’ambito di BizBang, il programma di open innovation dedicato alle startup e agli sviluppatori, ed è attualmente concentrata su tre pilastri: l’utilizzo dei sistemi Bluemix di Ibm da parte di Pikkart per la gestione delle app e dei sistemi; l’integrazione della realtà aumentata di Pikkart nell’applicazione Ibm AR dedicata al business dello storytelling e alla formazione interna; lo sviluppo congiunto di un’applicazione di computer vision innovativa basata sul robot TJ Bot. «Siamo stati ospiti di Ibm al Web Summit di Lisbona e ci siamo resi conto della credibilità che può garantire una partnership con un gruppo di respiro internazionale. L’asse rappresenta un’opportunità anche per Ibm – specifica Clivati – Nel senso che, anche grazie a noi, possono presidiare un settore che non è core ma che sta crescendo».

In questo scenario di espansione risulta molto importante “la velocità di pensiero e azione”, aggiunge Clivati, che ci tiene a sottolineare la disponibilità ottenuta dai professionisti del gigante a stelle e strisce. «Sono stato piacevolmente colpito dalla loro modalità di interazione e dall’interesse per l’open innovation – aggiunge il key account manager – Non pensavo che un colosso come Ibm potesse avere un’attenzione a 360 gradi anche per i business in cui non è particolarmente attivo. Abbiamo riscontrato pure una disponibilità importante in termini di tempo che, nel rapporto tra un big e una startup, non è mai così scontato». L’anno in corso potrebbe essere quello decisivo per il consolidamento e l’espansione del business di Pikkart. È infatti nel corso dei prossimi mesi che gli addetti ai lavori si attendono la definitiva svolta hardware da parte del settore.

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