Ecco come Lego è tornata a crescere con film, videogame e realtà aumentata. Non solo mattoncini.

La societĂ  danese rilancia gli affari investendo in un’app di realtĂ  aumentata.

E i conti crescono.

La diversificazione premia, parola di Lego. La storica azienda danese, che dal 1932 produce i mattoncini piĂą famosi al mondo, ha presentato il bilancio annuale del 2018, evidenziando una crescita netta di utili e fatturato rispetto al passato.

Nonostante l’anno da poco concluso abbia visto non pochi problemi per quanto riguarda il mondo dei giocattoli, con la crisi che ha colpito storiche catene come Toys’R’Us e una generale frenata del settore delle vendite in negozio per via dell’ecommerce, Lego ha riportato una crescita delle vendite del 3% e degli utili del 3,5% a 1,1 miliardi di euro.

Bene anche l’utile operativo, che sale a 10,8 miliardi di corone svedesi (pari a 1,5 miliardi di euro) e i ricavi complessivi per il 2018 sono saliti a 36,4 miliardi di corone (poco meno di 5 miliardi di euro) dai 35 miliardi del 2017.

Il nuovo amministratore delegato, Niels Christiansen, si dice molto soddisfatto dei risultati ottenuti, soprattutto perché danno ragione alle scelte di business che guardano anche oltre le famose costruzioni.

Una parte dei ricavi deriva da nuovi prodotti come film e videogiochi â€“ in accordo con Disney e con i brand Star WarsIndiana JonesHarry Potter o Marvel – e un’app che integra i classici mattoncini con la realtĂ  aumentata.

All’ultima fiera del giocattolo di New York Lego ha mostrato la sua nuova linea Hidden Side, che tramite un’app scaricata su smartphone consente di vedere apparire sullo schermo dei fantasmi quando si punta la videocamera su particolari elementi della costruzione fisica fatta con i classici mattoncini.

Lego (Getty Images)

Sebbene i numeri non siano ancora quelli da record riportati nel 2016, quando l’azienda aveva registrato un fatturato di quasi 38 miliardi di corone e utili pari a 9,5 miliardi, si può dire definitivamente archiviata la “crisi del mattoncino” del 2017. Allora la compagniaha dovuto licenziare quasi l’8% dei suoi dipendenti per far fronte al calo delle vendite nei mercati americano ed europeo.

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