FABER punta sulla realtà aumentata.

Faber, il noto brand di Fabriano, ha presentato a Milano il progetto digitale che consente di vedere sul suo sito le cappe in modalità tridimensionale e già ambientate. Dedicato a progettisti e utenti finali 

Con un evento organizzato nel Flagship Store di via Pontaccio, a Milano, Faber ha presentato il 9 aprile una novità pensata sia per i professionisti che per gli utenti finali. Un progetto di comunicazione digitale e interattivo che porta l’azienda ad entrare “in una nuova dimensione” e offre la possibilità di vedere direttamente dal sito www.faberspa.comle cappe in formato 3D e  attraverso la realtà aumentata di poter visualizzare le cappe Faber all’interno della propria cucina e osservare tutte le caratteristiche in modo dettagliato, grazie a un approccio totalmente immersivo.

Il progetto è stato presentato nello showroom del Gruppo Franke, la multinazionale svizzera leader nel kitchen system di cui Faber fa parte, attraverso una ambientazione capace di sottolineare l’attenzione ai temi della sostenibilità e alla preservazione dell’aria pulita in casa dell’azienda, ben identificati nel pay-off “air matters”.  Molto suggestiva, infatti, l’installazione “green”, un giardino di piante che evocava la natura incontaminata e profumi che richiamavano la montagna e la purezza dell’aria.

“Abbiamo scelto la Milano Design Week per presentare un progetto per noi molto importante: il nuovo sito interattivo, all’avanguardia nelle funzionalità e utile per gli addetti ai lavori e non solo!” commenta Serena Sorana Brand & Communication Manager di Faber Spa. “Chi acquista una cappa Faber da oggi può contare sulle migliori tecnologie coniugate allo stile e al design e sul 3D a supporto nella scelta per la soluzione ottimale per la propria casa”3 di 3  

Con Faber si “entra in nuova dimensione”Evento nuova dimensione 
Un potente richiamo alla natura sottolineava nello show-room milanese la vocazione green di FaberEvento show-room Faber 
Evento Show-room Faber

L’importante investimento effettuato ha, dunque, il duplice obiettivo di supportare gli architetti e i designer nella scelta della soluzione più adatta in cucina e aiutare i clienti nella selezione del prodotto migliore per la propria casa.

Registrandosi all’area riservata, gli architetti, i designer e tutti gli addetti ai lavori avranno la possibilità anche di scaricare i 3D delle proposte dell’azienda marchigiana per la realizzazione dei rendering e dei progetti di interior design. Potranno anche studiare nei minimi dettagli, ruotandolo e facendolo vivere nelle tre dimensioni, attraverso la realtà aumentata, su smartphone o computer.

L’usabilità è semplice e studiata perché tutti possano fruirne: è sufficiente cliccare nell’homepage del sito www.faberspa.com per accedere e vedere, muovere, ruotare e posizionare le cappe ovunque si voglia con il mouse: basta un click e magicamente gli oggetti prendono vita, come se fossero reali.

Cliccando il banner dedicato nella pagina online, i visitatori possono visualizzare una vasta selezione dei prodotti e utilizzare l’implementazione realizzata per vedere, grazie alla realtà aumentata, tutti i dettagli.

Pikkart scommette sui contenuti ibridi.

La startup di Modena è stata tra le prime in Italia a sviluppare un framework AR proprietario. Attiva soprattutto nell’ambito ludico-divulgativo, sta puntando anche sull’industria 4.0 e sull’anticontraffazione. Il key account manager, Luigi Clivati: «Siamo pronti al boom del settore»

Reinventare la realtà arricchendola di contenuti, tramite soluzioni tecnologiche all’avanguardia in grado di connettere il mondo reale a quello digitale. È questo il motto nonché l’obiettivo che da oltre tre anni guida la strategia di Pikkart, startup di Modena specializzata in sistemi di realtà aumentata (AR). L’azienda guidata da Lorenzo Canali, ceo e co-founder, è nata nel 2014 come spin-off di Progetti d’Impresa (azienda attiva dal 1998 nel mondo delle attività web) e in poco tempo è riuscita a ritagliarsi un posto tra le società più innovative del settore.

L’azienda emiliana è stata tra le prime a sviluppare in Italia un framework proprietario per la realtà aumentata e oggi è attiva anche nella realizzazione di app. Il successo che la startup sta raccogliendo, soprattutto negli ultimi mesi, è in gran parte frutto dei due anni e oltre passati dal team a sviluppare codici e algoritmi necessari per una soluzione pronta all’uso. Un’intensa attività sugellata da un momento di notorietà quasi inaspettato, come racconta a PaeseDigitale il key account manager di Pikkart, Luigi Clivati: «Se dovessi indicare il momento del nostro debutto vero e proprio citerei la partecipazione alla tappa cinese dell’Augmented World Exposition, dove abbiamo portato il nostro Sdk (software development kit, ndr) e dove eravamo tra i pochissimi occidentali. Appena abbiamo finito la nostra presentazione – ricorda Clivati – ci siamo ritrovati intorno moltissimi sviluppatori, di ogni esperienza e provenienza geografica, pronti all’acquisto con tanto di soldi in mano. Abbiamo dovuto organizzare la vendita in pochi secondi. Eravamo convinti della bontà del progetto ma non avevamo calcolato questa evenienza».

Oggi Pikkart conta su una quindicina di collaboratori, con esperienze diverse e competenze, e serve importanti clienti come Generali, il Gruppo Ferretti, Cariplo Factory e la Regione Lombardia. Non c’è un focus settoriale, anche se il mondo ludico-divulgativo (pubblicità, eventi e marketing) è quello che per ora si è mosso maggiormente sul fronte AR. Presto potrebbe però fare spazio a quello industriale, soprattutto in vista della piena diffusione del paradigma legato all’industry 4.0. «Stiamo puntando molto sulle tecnologie anticontraffazione e il sistema Pikkart AR Logo è solo il primo risultato del nostro impegno – spiega Clivati – L’obiettivo è unire la realtà aumentata e la steganografia, cioè la tecnica con cui si può nascondere la comunicazione tra due soggetti. Nel nostro caso stiamo sviluppando una soluzione che rende alcune informazioni rilevabili solo ed esclusivamente dall’occhio elettronico e che potrebbe rappresentare il superamento della tecnologia Rfid».

Lo sviluppo dei progetti firmati da Pikkart ha sedotto anche Ibm che, oltre ad essere un cliente della startup, dal 2017 è anche un partner di sviluppo tecnologico. L’asse con il colosso americano rientra nell’ambito di BizBang, il programma di open innovation dedicato alle startup e agli sviluppatori, ed è attualmente concentrata su tre pilastri: l’utilizzo dei sistemi Bluemix di Ibm da parte di Pikkart per la gestione delle app e dei sistemi; l’integrazione della realtà aumentata di Pikkart nell’applicazione Ibm AR dedicata al business dello storytelling e alla formazione interna; lo sviluppo congiunto di un’applicazione di computer vision innovativa basata sul robot TJ Bot. «Siamo stati ospiti di Ibm al Web Summit di Lisbona e ci siamo resi conto della credibilità che può garantire una partnership con un gruppo di respiro internazionale. L’asse rappresenta un’opportunità anche per Ibm – specifica Clivati – Nel senso che, anche grazie a noi, possono presidiare un settore che non è core ma che sta crescendo».

In questo scenario di espansione risulta molto importante “la velocità di pensiero e azione”, aggiunge Clivati, che ci tiene a sottolineare la disponibilità ottenuta dai professionisti del gigante a stelle e strisce. «Sono stato piacevolmente colpito dalla loro modalità di interazione e dall’interesse per l’open innovation – aggiunge il key account manager – Non pensavo che un colosso come Ibm potesse avere un’attenzione a 360 gradi anche per i business in cui non è particolarmente attivo. Abbiamo riscontrato pure una disponibilità importante in termini di tempo che, nel rapporto tra un big e una startup, non è mai così scontato». L’anno in corso potrebbe essere quello decisivo per il consolidamento e l’espansione del business di Pikkart. È infatti nel corso dei prossimi mesi che gli addetti ai lavori si attendono la definitiva svolta hardware da parte del settore.

Come la realtà aumentata sta rivoluzionando il fitness.

Non è così semplice parlare del legame tra fitness e realtà virtuale, perché da sempre la tecnologia è considerata nemica del movimento. Anche se recenti ricerche e dati del mercato dimostrano come si stia verificando un’inversione di tendenza. Oggi riusciamo a pensare che tecnologia, fitness e benessere possano lavorare insieme e riusciamo a farlo grazie alle tecnologie immersive. La facoltà di chinesiologia della San Francisco State University ha lanciato il VR Health Institute, un istituto sanitario che sta studiando un vero e proprio metodo per i giochi virtuali in base alla quantità di calorie bruciate dai giocatori durante una sessione. Aaron Stanton, consulente per startup della Silicon Valley, afferma che i soggetti attivi nel settore del fitness si lanceranno presto in una corsa sfrenata per accaparrarsi la quota di mercato della realtà virtuale applicata al fitness e che negli Stati Uniti sarà impossibile trovare una palestra priva di dispositivi per la realtà virtuale o aumentata.

Come la realtà virtuale incentiva il fitness?

Ciò Che sta accadendo nell’industria del fitness è singolare, la tecnologia immersiva sta contribuendo alla crescita di motivazione e benessere, ovvero la virtual e augmented reality stanno migliorando la propensione al movimento e i relativi effetti benefici su corpo e mente.

La tecnologia immersiva ha il grande vantaggio di rendere le attività sportive più divertenti e meno faticose. Fare meditazione o attività sportive immerse in un ambiente suggestivo come una Foresta Nordica o su una spiaggia caraibica, è di sicuro motivante. La tecnologia immersiva ha il grande vantaggio di rendere le attività sportive più divertenti e meno faticose. Migliora la qualità di lezioni individuali da fare a casa con istruttori virtuali, ma anche quella condivisa durante lezioni di gruppo. Molti Brands come Samsung, Sony, Google, etc., stanno sperimentanto in tal senso, integrando realtà aumentata e virtuale all’interno dei devices, migliorando la qualità della “fitness experience”. Basta guardare i dati del mercato per rendersi conto che è questo il momento giusto per agire.

Cos’è l’immersive fitness e come funziona

Anche il mondo dei videogames, da sempre criticato per i suoi possibili effetti negativi in particolare sui giovani, si sta dimostrando un ambiente florido per promuovere un atteggiamento healthy. Una startup statunitense ha creato il Black Box VR, una tecnologia molto particolare che permette di fare attività fisica mentre si indossa un visore VR (il dispositivo HTC Vive) e contemporaneamente si gioca a uno sparatutto online. Black Box VR ha mostrato il primo prototipo della sua tecnologia al CES 2018 (l’evento dedicato alla tecnologia che viene organizzato ogni anno a Las Vegas) ed è imminente l’apertura a San Francisco della prima palestra che utilizza Black Box VR. Un altro esempio emblematico è Virzoom, un visore associato a una cyclette intelligente, che adegua il videogioco in base alla frequenza di pedalata.

LEGAME TRA FITNESS E REALTÀ AUMENTATA.

Invece quali possono essere invece i vantaggi della realtà aumentata associata al workout? Di sicuro quello più evidente è che non essendo totalmente immersiva, permette di avere una relazione con l’ambiente circostante. Consultando dati real time come, andatura, performance e risultati, il nostro allenamento può assolutamente migliorare.

In particolare, appunto, l’Hoffenheim ha presentato di recente il tour SAP Hybris. La tecnologia come leva di allenamento per la mente, con l’obiettivo di potenziare la rapidità d’azione del professionista in campo. L’allenamento è centrato sullo sviluppare le leve dell’inconscio, quelle che fanno prendere decisioni improvvise ed istintive. Un meccanismo che punta sul concetto di gamification per divertire e intrattenere durante una vera e propria sessione di allenamento mentale. Con l’AR KIT, Apple ha puntato molto sull’integrazione della realtà aumentata su devices e tra le app più interessanti c’è Fitness AR, un’app che si integra con Strava e ti mostra le tue sessioni di allenamento su una mappa in 3D, proprio come se fosse un ologramma. Puoi zoomare sulla strada, avere informazioni sulla pendenza o sulle calorie che hai bruciato. Insomma il futuro che intravediamo è quello in cui tecnologia e fitness saranno sempre più interconnesse. Ci saranno occasioni davvero uniche di relazione e dinamica con i consumatori, opportunità di cui potranno beneficiare i brand più innovativi, quelli che non avranno timori a sperimentare e che sapranno rimanere in ascolto di un mercato sempre più dinamico.

Perchè la realtà aumentata potrebbe essere il futuro dell’industria beauty?

Quello che l’industria Beauty sta sperimentando con la realtà aumentata è davvero interessante. Incuriosisce molto come i diversi Brand, L’Oréal, Sephora, o anche altri anche meno noti, stiano investendo nello sviluppo di AR apps. L’obiettivo è personalizzare l’offerta, ascoltare sempre di più un consumatore esigente, raccogliere dati utili alla realizzazione di prodotti futuri. O è solo un modo per posizionarsi come innovativi e all’avanguardia?

Di sicuro lo sviluppo di prodotti con tecnologia aumentata non richiede pochi investimenti e necessita di un know how, che va ben oltre le semplici competenze di marketing. Ma se consideriamo i dati del mercato, ci dicono chiaramente quanto sia interessante questo mercato: in media le donne spendono 3700 dollari all’anno in prodotti beauty.

Un consumatore che vuole provare i prodotti real-time

Bisogna considerare anche com’è cambiato il consumatore. Oltre che essere super attenti all’estetica del Brand e alla sua reputation, sia donne che uomini si affidano molto a canali non tradizionali per scegliere i prodotti della propria bellezza. Fabrizio Freda, presidente e Ceo Estée Lauder, crede che questo sia un cambiamento generazionale:

Per rispondere alle esigenze di questo nuovo consumatore l’industria beauty sta investendo in ricerca, esperimenti, acquisizioni. È chiaro che il mercato è in fermento e i brand sanno che non possono stare fermi.

I Brand beauty puntano su AR apps

Nemmeno i brand leader di mercato possono dormire sonni tranquilli. Infatti anche L’Oréal ha deciso di cavalcare questa ondata innovativa, acquisendo una startup. Modiface, un’azienda canadese, leader in realtà aumentata e intelligenza artificiale applicate alla beauty industry, ha sviluppato tecnologie avanzate di 3D virtual make-up, oltre che soluzioni personalizzate per diagnosi della pelle. Molti grandi brand come L’Oréal, Maybelline, Yves Rocher, Smashbox, CoverGirl, Rimmel London, stanno offrendo ai loro clienti apps, che attraverso la realtà aumentata, danno accesso a soluzioni real-time, declinate su ogni singolo utente. L’obiettivo dello sviluppo di questi prodotti è di sicuro educational, fornire una serie di informazioni aggiuntive sul prodotto, così come regalare uno storytelling che valorizzi i punti di forza del prodotto. Diventa centrale l’elemento personalizzazione. Prova sulla tua pelle, noi ti suggeriamo e tu scegli!

Tante apps in realtà aumentata: provi e scegli

Tante le case histories interessanti, ma in particolare mi ha colpito l’app ManiMatch con i consigli della guru Sally Hansen. Puoi provare diversi colori sulle tue unghie, aggiungendo un effetto shining e l’app ti suggerisce il colore più adatto alla tua pelle. L’Oréal invece ha creato YouCam Makeup app, dove non solo puoi provare diversi look di make up, ma anche avere un’analisi dettagliata della tua pelle, come curare imperfezioni, rughe. L’app ti consiglia dei prodotti specifici, adatti alle esigenze della tua pelle. Abbiamo testato l’app di Benefit Cosmetics, un Brand che adoro, non solo per la sua assoluta qualità e l’appealing comunicativo, ma anche per il suo stile innovativo e trendy. Sono stai bravi a regalare una web experience unica, attraverso il Brow Try-On, un tool, che non richiede un’app, ma permette di provare online un’esperienza totalmente declinata sulle proprie esigenze. Accedi alla camera e puoi provare i diversi tipi di sopracciglia, colori, tagli e forme. Tutte queste soluzioni diventano un’occasione unica di engagement e ascolto diretto, e il punto di svolta è di sicuro la qualità dell’experience, oltre che l’abilità nel rispondere in real-time con soluzioni super personalizzate. La sfida continua, ma di sicuro la differenza la farà chi sarà in grado di cavalcare questa ondata innovativa, cogliendone anche l’opportunità di cambiamento.

LA REALTÀ AUMENTATA ANIMA IL CALENDARIO MATTEI

LA REALTÀ AUMENTATA/ CALENDARIO MATTEI

UNA SCELTA ORIGINALE, INDICE DEL GRANDE SPIRITO DI INNOVAZIONE DELL’AZIENDA: INQUADRANDO LE ILLUSTRAZIONI CON UNO SMARTPHONE O UN TABLET, INIZIA IL VIAGGIO UNICO NEL MONDO MATTEI

Innovare sempre, a partire dai compressori fino ad arrivare agli strumenti di comunicazione. È con questo spirito che Mattei, per il 2018, ha scelto un calendario all’avanguardia e ad alto contenuto tecnologico.
Dopo le positive esperienze degli scorsi anni, condotte in partnership con gli allievi di alcune scuole artistiche lombarde che hanno dato vita a “calendari d’autore”, quest’anno Mattei ha intrapreso una strada inedita: quella della realtà aumentata. “Amiamo l’innovazione e siamo sempre alla ricerca di nuovi stimoli per riempire di valore i nostri strumenti di comunicazione Sotto certi aspetti, il calendario per noi è lo strumento di comunicazione d’eccellenza: viene, infatti, inviato a tutta la rete distributiva e commerciale e, per un anno intero, connota la nostra presenza nei loro uffici. Per questo ci piace essere sempre originali e uscire dagli schemi del “solito calendario”: e l’edizione 2018 ancora una volta lo è”. 

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I fogli dei 12 mesi del calendario presentano, attraverso altrettante illustrazioni inedite, alcuni dei moltissimi settori in cui trovano applicazione i compressori Mattei. Protagonista è il flusso d’aria che, uscendo dai modelli di compressori, si materializza e assume una struttura plastica, dando vita a scenari di ambientazione per oggetti che quotidianamente beneficiano del loro utilizzo: dai nastri trasportatori dell’industria alimentare agli autobus elettrici, dai rulli degli autolavaggi ai cannoni da neve. “Attraverso immagini iconografiche, sveliamo alcune delle applicazioni custom nelle quali la tecnologia a palette Mattei è più apprezzata, tra le potenzialmente infinite richieste di aria compressa del settore industriale” commenta Silvia Barone.
Grazie all’impiego della realtà aumentata e allo sviluppo di una App dedicata (per iOS e Android), le immagini del calendario, inquadrate da uno Smartphone o un Tablet, si animano, aprendo nuovi orizzonti. “È come se si venisse condotti a navigare nel denso flusso d’aria compressa imbattendosi in oggetti che man mano prendono vita, fino quasi a venirti incontro – conclude Silvia Barone – È un’esperienza sensoriale originale e coinvolgente: un vero e proprio viaggio virtuale nel mondo Mattei e delle sue applicazioni”.
Il calendario è disponibile in tre formati (parete, da tavolo e planner semestrale): il marker letto dalla App, infatti, è collegato all’immagine in sé e non presenta limiti di supporto.

Vuoi sapere che tecnologia utilizziamo??

Ci affidiamo agli esperti di Pikkart

Ecco come Lego è tornata a crescere con film, videogame e realtà aumentata. Non solo mattoncini.

La società danese rilancia gli affari investendo in un’app di realtà aumentata.

E i conti crescono.

La diversificazione premia, parola di Lego. La storica azienda danese, che dal 1932 produce i mattoncini più famosi al mondo, ha presentato il bilancio annuale del 2018, evidenziando una crescita netta di utili e fatturato rispetto al passato.

Nonostante l’anno da poco concluso abbia visto non pochi problemi per quanto riguarda il mondo dei giocattoli, con la crisi che ha colpito storiche catene come Toys’R’Us e una generale frenata del settore delle vendite in negozio per via dell’ecommerce, Lego ha riportato una crescita delle vendite del 3% e degli utili del 3,5% a 1,1 miliardi di euro.

Bene anche l’utile operativo, che sale a 10,8 miliardi di corone svedesi (pari a 1,5 miliardi di euro) e i ricavi complessivi per il 2018 sono saliti a 36,4 miliardi di corone (poco meno di 5 miliardi di euro) dai 35 miliardi del 2017.

Il nuovo amministratore delegato, Niels Christiansen, si dice molto soddisfatto dei risultati ottenuti, soprattutto perché danno ragione alle scelte di business che guardano anche oltre le famose costruzioni.

Una parte dei ricavi deriva da nuovi prodotti come film e videogiochi â€“ in accordo con Disney e con i brand Star WarsIndiana JonesHarry Potter o Marvel – e un’app che integra i classici mattoncini con la realtà aumentata.

All’ultima fiera del giocattolo di New York Lego ha mostrato la sua nuova linea Hidden Side, che tramite un’app scaricata su smartphone consente di vedere apparire sullo schermo dei fantasmi quando si punta la videocamera su particolari elementi della costruzione fisica fatta con i classici mattoncini.

Lego (Getty Images)

Sebbene i numeri non siano ancora quelli da record riportati nel 2016, quando l’azienda aveva registrato un fatturato di quasi 38 miliardi di corone e utili pari a 9,5 miliardi, si può dire definitivamente archiviata la “crisi del mattoncino” del 2017. Allora la compagniaha dovuto licenziare quasi l’8% dei suoi dipendenti per far fronte al calo delle vendite nei mercati americano ed europeo.

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Perchè l’AR fa la differenza in manutenzione?

Il tecnico è assistito, lavora in sicurezza, rischia di fare meno errori, svolge più in fretta e meglio il proprio lavoro, può confrontarsi con altri colleghi esperti su come intervenire al meglio.

Immaginiamo

1. Manutenzione periodica di un impianto

Possiamo immaginare un operatore incaricato di eseguire un’attività di manutenzione in un impianto per la produzione di energia. Indossa Smart Glass e segue un breve tutorial che gli spiega cosa dovrà fare. Inquadra un marker, identifica l’oggetto sul quale dovrà eseguire la manutenzione. Ha la possibilità di leggere le istruzioni in modo contestuale e nella corretta sequenza, sovrapponendole a leve, manopole, circuiti che devono essere revisionati. L’avanzamento tra un passo e l’altro è assistito tramite interazione vocale: pronunciando richieste di informazioni aggiuntive circa il cosa fare, negli occhiali compaiono le istruzioni da seguire, lasciando al tecnico le mani libere per poter intervenire.

2. Training

Il nostro operatore stavolta deve verificare il corretto setup di una scheda elettronica. Indossa uno smart helmet e segue una procedura step by step, potendo ascoltare la descrizione delle operazioni da svolgere e vederle rappresentate tramite modello CAD animato della scheda sulla quale intervenire. Le istruzioni compaiono tramite un display see through direttamente nel campo visivo dell’operatore e l’avvicendamento degli step è gestito tramite head pointer, ovvero attraverso semplici movimenti del capo.

Perché l’AR fa la differenza in fase di training?

La persona che deve essere formata su come intervenire, pur non avendo competenze specifiche, è guidata passo passo, non deve leggere manuali, ha le mani libere per poter operare meglio, e può concentrarsi sul lavoro da fare.

3. Informazioni multimediali

Per verificare il corretto setup di una scheda elettronica, l’operatore indossa uno smart glass e un bracciale per il riconoscimento dei gesti della propria mano, mediante rilevamento della tensione muscolare del proprio avambraccio. Dopo aver riconosciuto l’oggetto tramite la lettura di un marker, accede a un menù da scorrere e attivare con il gesto della mano e segue una procedura guidata passo-passo. Le istruzioni necessarie, selezionate dalle voci di menù, sono visualizzate in modo multimediale direttamente sulla scheda elettronica. L’avvicendamento degli step è gestito tramite movimenti rilevati dal bracciale piuttosto che dal sensore di profondità di cui sono dotati gli smart glass.

Perché l’AR fa la differenza in fase di training?

L’operatore riceve informazioni di aiuto nello svolgimento di un’attività più o meno complessa tramite video e modelli 3D per la rappresentazione di ciò che si deve fare e delle modalità da seguire passo dopo passo.

4. Ispezione periodica

Siamo in un impianto eolico per la produzione di energia elettrica. L’operatore ha un paio di smart glass e, prima di procedere con le operazioni di manutenzione, viene geo-localizzato e riceve, dal sistema informativo aziendale, l’ordine di lavoro da compilare durante l’intervento. Lo smart glass informa l’operatore di eventuali situazioni di pericolo determinate da condizioni meteo avverse. E questo lo fa lavorare in modo più sereno. L’operatore tramite una interfaccia a comandi vocali effettua rilievi fotografici, gira video, registra annotazioni vocali e valutazioni qualitative con cui compila l’ordine di lavoro che invia in tempo reale ai server aziendali. Sa che, qualora si trovi in difficoltà, potrà chiedere l’intervento video di un collega esperto in grado di assisterlo da remoto, apponendo annotazioni virtuali sugli oggetti e nello spazio da lui osservato sul campo.

Perché l’AR fa la differenza in fase di ispezione periodica?

Il lavoro è in totale sicurezza, costantemente monitorato oltre che guidato in caso di necessità. Il rilevamento dello stato dell’impianto, parallelizzando l’ispezione con la compilazione del report di lavoro, è rapida ed efficace. L’operatore ha le mani completamente libere e non è costretto a scrivere in un momento successivo il report dell’intervento, rischiando di tralasciare particolari importanti.